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Giuseppe e i suoi fratelli

Genesi 37:1-36; 39:1-23; 40:1-23; 41:1-57; 45:1-15

C’era una volta un giovane di nome Giuseppe. Era il figlio preferito di Giacobbe, e per questo aveva una bellissima tunica colorata che i suoi fratelli invidiavano. Giuseppe era un sognatore, e raccontava ai suoi fratelli i suoi sogni. Un giorno disse: “Ho sognato che stavamo raccogliendo i covoni di grano, e il mio covone si alzava in piedi, mentre i vostri si piegavano davanti a me!” I suoi fratelli si arrabbiarono e dissero: “Vuoi dire che sarai tu il nostro re?”

Un giorno, mentre i fratelli di Giuseppe erano nei campi, Giacobbe mandò Giuseppe a controllarli. Giuseppe andò con la sua tunica colorata. Quando i fratelli lo videro da lontano, dissero: “Eccolo, il sognatore! Facciamogli una sorpresa!” E così, quando Giuseppe arrivò, lo afferrarono e lo gettarono in una cisterna profonda. Erano così arrabbiati!

Poi, decisero di vendere Giuseppe a dei mercanti che passavano di lì. “Prendiamoci dei soldi!” dissero. I mercanti portarono Giuseppe in Egitto, e i suoi fratelli mentirono a Giacobbe dicendo che Giuseppe era stato mangiato da una bestia feroce. Giacobbe era triste e piangeva per il suo amato figlio.

In Egitto, Giuseppe lavorò duramente come schiavo, ma Dio era sempre con lui. Giuseppe dimostrò di essere molto capace e intelligente, e così il suo padrone, Potifar, lo mise a capo della sua casa. Ma poi, una disonesta calunnia fece sì che Giuseppe fosse imprigionato ingiustamente. Anche in prigione, Giuseppe continuò a fidarsi di Dio e aiutò gli altri prigionieri interpretando i loro sogni.

Dopo un po’, il faraone ebbe un sogno strano e nessuno sapeva spiegarlo. Qualcuno ricordò di Giuseppe e lo chiamò. Giuseppe, con l’aiuto di Dio, spiegò al faraone che ci sarebbero stati sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Il faraone fu così colpito che mise Giuseppe al comando di tutto l’Egitto!

Quando la carestia colpì, i fratelli di Giuseppe, che non sapevano che fosse ancora vivo, vennero in Egitto a cercare cibo. Quando Giuseppe li vide, si ricordò di loro. All’inizio, non si rivelò, ma alla fine disse: “Io sono Giuseppe, il vostro fratello!” I suoi fratelli rimasero scioccati e spaventati. “Non abbiate paura!” disse Giuseppe. “Dio ha trasformato questo male in bene. Sono qui per aiutarvi!”

Giuseppe abbracciò i suoi fratelli e li portò a vivere in Egitto con lui, insieme a tutto il suo popolo. Tutti vissero felici e riuniti.

Questa storia ci insegna che, anche quando le cose sembrano brutte, Dio può trasformarle in qualcosa di buono. È importante perdonare e rimanere uniti, perché l’amore è più forte dell’odio.